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Posts Tagged ‘Anita Pavone’

Foto della presentazione del mio nuovo libro. Da sinistra Anita Pavone, attrice e scrittrice di testi teatrali, Enza Alfano, scrittrice e giornalista, ultimo a destra l’autore del libro.
Il link che segue conduce al filmato della presentazione. A qualcuno potrebbe interessare e – perché no? – potrei anche trovare lettori….
https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=353096709947642

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Domanda diretta e forse un po’ pressante Credetemi però: presentare un libro a se stessi è un’impresa impossibile.
Per invogliarvi ecco la locandina. Spero vi convinca. Io, Enza, Anita e i miei racconti vi aspettiamo…

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Non è un’invasione di campo. Ho raccontato storie per tutta la vita, ma erano prigioniere del cosiddetto «apparato scientifico». Per anni le mie parole scritte hanno lottato con note, abbreviazioni, fonti, finché alla fine l’ha spuntata il loro bisogno di libertà. «Parole d’uomini e sassi» è un libro di racconti popolati da quella umanità che ho incrociato nel mio ormai lungo percorso. Meglio di me certamente vi parlerà di lui la quarta di copertina, che ha un pregio impagabile: per la prima volta nella mia vita la Valtrend, una piccola ma splendida casa editrice, non mi ha chiesto di scriverla e l’ha scritta per me. Leggetela e poi venite alla presentazione che si terrà al Vomero, alla libreria “Io ci sto” il 9 novembre alle 18. Troverete con me due splendide amiche: Enza Alfano, scrittrice di gran talento e Anita Pavone, valorosa attrice e scrittrice di testi teatrali ricchi di umanità. Non so ancora, ma spero ci sia l’impagabile Mara Jovene, che gestisce la Valtrend con Mario Marotta. Ecco la quarta di copertina:

«Le Parole d’uomini e sassi nascono da un bisogno profondo: passare dalla ricostruzione dei grandi eventi alla narrazione della vita quotidiana, per dar voce ai suoi sconosciuti protagonisti. Una scrittura narrativa in cui il dato biografico, spesso presente, è solo l’occasione per penetrare l’animo di donne e uomini e disegnare personaggi vivi, attuali che interrogano e spingono a riflettere.
Sullo sfondo, il tempo vissuto dall’autore, il Novecento, con i suoi sogni e le sue sconfitte, che scivola lentamente, ma inesorabilmente, verso un tempo diverso, un secolo nuovo, più duro e più cupo. Un tempo che in uno dei racconti, unendo il passato al presente, induce Seneca il vecchio e mai nominato maestro a scrivere al suo discepolo che vive ora nel nostro difficile mondo: «Il male, Lucilio, la peste di questo tempo nostro, sta in un atroce e tragico paradosso: si pensa che possa essere felice chi fa il mondo infelice. Questa pazzia, Lucilio, va certamente curata. La pazzia di un potere che chiede il consenso dei servi e opprime gli animi liberi». Sembrerebbe una resa, ma non lo è. Il messaggio è chiaro: le ragioni della forza non riusciranno mai a sottomettere per sempre la forza della ragione».

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Incontri
La Voce del Nisseno

di DANIELA VELLANI – CULTURA. Evento in programma giovedì prossimo. Il testo originario è di Giuseppe Aragno, la nuova scrittura drammaturgica è di Anita Pavone. Iniziativa da non perdere

Il radiodramma, una performance teatrale molto seguita nel secolo scorso, a partire dagli anni ’20 fino agli anni ’70, soppiantato in parte dal moltiplicarsi di canali televisivi e video, torna a far sentire la sua voce con forza e coinvolgimento. Negli ultimi tempi questa nobile forma di arte, molto espressiva e di spessore culturale che annovera autori di eccellenza come Eduardo De Filippo, Vasco Pratolini, Primo Levi, grazie all’editoria digitale e alla diffusione degli audiolibri, sta ricevendo consensi sempre più ampi. Chi volesse seguirne uno d’autore e intrigante potrà farlo giovedì 11 marzo alle ore 21 su radio Shamal e sarà scaricabile come podcast  (https://www.radioshamal.it/).
Si tratta di “Due vite” un radiodramma scritto a quattro mani. Il testo originario, scritto nel 1968-69, è di Giuseppe Aragno, storico che ha collaborato a lungo sia con la cattedra di Salerno di Storia contemporanea sia con la facoltà di scienze politiche dell’università Federico II. La nuova scrittura drammaturgica è di Anita Pavone che non solo ne ha curato anche la regia radio/teatrale, ma svolge anche un ruolo recitativo importante in “Due vite”. È una singolare storia d’amore che vede protagonista Giuseppe Leni, un famoso scienziato che scoprirà come far migrare un cervello, con il suo bagaglio di ricordi, pensieri e storie in un altro corpo con la complicità di Franco Cantalupo, un chirurgo senza scrupoli che spera di ottenere così immortalità e ricchezza.
L’amore circonda Leni: quello di Luigia, donna straordinaria compagna con cui vive un rapporto empatico di complicità e passione e quello di sua sorella Lucia con cui è cresciuto condividendo momenti salienti della storia familiare. Punto centrale dell’intreccio è la conflittualità della “scelta” su cui in un dualismo esistenziale ruotano personaggi diversi che con le loro peculiarità psicologiche, spinti dall’amore, dall’ambizione, dai dogmi morali, si muovono in una dimensione di un insolito destino in cui la vita e la morte si alternano tra azioni, emozioni, cinismo, scrupoli, follia, passione, voglia di felicità e di cambiamento.
Tante sono le domande, le curiosità che si aprono a ventaglio e che suscitano interesse crescente negli ascoltatori: “Ci sarà una seconda possibilità per i nostri protagonisti travolti, ed è il caso di dirlo… da un insolito destino, quando sono proprio le parti in gioco che hanno contribuito a stravolgere il cammino naturale? L’amore, può sopravvivere se completamente scollegato alla sua immagine? Al pubblico le risposte…”.
L’evento è, dunque, irresistibile e imperdibile. Realizzato a cura di Radio Shamal in collaborazione con l’Associazione culturale “’A Luna e ‘O Sole”, Editing musicale Umberto Laperuta, si attua con la partecipazione dei seguenti personaggi e attori: Giuseppe Leni, scienziato: Gianni Sallustro; Luigia, compagna di Leni: Anita Pavone; Lucia, sorella di Leni: Rosalba Di Girolamo; Franco Cantalupo, chirurgo: Rodolfo Fornario; Don Antonio, portiere del palazzo: Giuseppe Aragno.

DANIELA VELLANI

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