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Archive for the ‘Interventi e riflessioni’ Category


Se i banditi che guidano l’UE l’avessero ascoltato, avremmo dovuto sorbirci esaltati peana sul suo ruolo di grande protagonista della vita politica europea. E’ tornato invece a mani vuote, ha incassato un no imbarazzante, ma poco è mancato che i suoi fanatici sostenitori non gli decretassero il trionfo.
Si fece cadere Conte perché – si disse – avevamo a disposizione un genio miracoloso e nessuno meglio di lui avrebbe potuto affrontare il Covid e mettere a posto l’economia. In quanto all’Europa, non c’erano dubbi: lo avrebbe accolto coi tappeti rossi. Del Covid però non ha capito niente, l’economia non è mai andata così male e dall’Europa è tornato con una mano avanti e l’altra dietro.
Lo so, i sacerdoti del neoliberismo diranno che la guerra non era nel conto, dimenticando che la guerra l’ha affrontata come fosse un ministro di Biden, facendo così più male alla gente di quanto non ne abbiano fatto tutti assieme i governi tecnici che abbiamo avuto.  
Più papalino del Papa, procede a occhi chiusi verso una rivolta sociale che chiunque viva tra la gente sente avvicinarsi pericolosamente. Il fatto è che i palloni gonfiati non vivono tra la gente. Non prendono mezzi pubblici, non vanno dal medico della mutua, non conoscono le fabbriche, le scuole e i conti della spesa. Non sanno nulla di nulla e non vedono ciò che alla povera gente appare invece chiarissimo: così non si può andare avanti.

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In questi giorni si vota e il nostro movimento, in piena coerenza con le motivazione che ne hanno determinato la nascita, affida alla sua base la scelta della nostra linea politica. Questo mi rende particolarmente orgoglioso di far parte di Potere al Popolo. Sono certo che tutte le compagne e tutti i compagni sanno benissimo che più alta sarà la percentuale dei votanti, più chiaro risulterà il messaggio che manderemo a chi ci osserva: Potere al Popolo è un’organizzazione democratica in cui decide la base.
Votare è facile e scegliere tra due mozioni significa dar voce agli iscritti, dimostrare che essi contano davvero e che nei momenti cruciali sono loro a decidere.
Qui da noi, la gente diserta le urne perché non si sente rappresentata ed è stanca di scegliere il meno peggio. Abbiamo l’occasione di dimostrare che, quando si fa politica con passione, promuovendo lotte sacrosante per gli sfruttati, non solo si cresce, come noi siamo indiscutibilmente cresciuti, ma la partecipazione diventa alta e attira simpatie e nuovi consensi.
Mi aspetto perciò la massima partecipazione e da Presidente della Commissione di Garanzia sono a disposizione di quanti, compagne  compagni, sentano il bisogno di chiarimenti sulle tesi o semplicemente di confrontarsi su dubbi e incertezze.

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In un intervento piuttosto confuso sulla «patriottica» impresa del COPASIR, D’Urso, pensando di smentire, conferma che l’Italia, «democratica» per definizione, scheda e tiene sotto sorveglianza chi ha un’opinione diversa da quella di Draghi. Anche a voler far finta di dargli ragione, c’è una domanda che non ha risposta: perché la sua sciagurata «inchiesta conoscitiva» non riguarda i disinformatori favorevoli alla guerra? Quanti sono quelli pagati dagli USA? D’Urso crede davvero che la Russia sia il Paese dei diavoletti e gli Usa quello degli angioletti?

Capezzone e Mentana, i due capobanda della Curva A, cantano a coro: quando c’è un aggressore, tutte le ragioni sono dalla parte dell’aggredito. La pensano come loro il governo Draghi e il nostro Parlamento. Capezzone, Mentana, Draghi e il suo governo hanno il diritto di avere le loro opinioni. Quello che mi pare un po’ contraddittoria è la schizofrenia delle posizioni assunte dai leader della curva A quando si parla di pace.  Poiché tu sei l’aggressore, sostengono, io a buon diritto armo l’aggredito che così resiste e ammazza i tuoi soldati. Tu, invece, fetentissimo aggressore, non solo ti devi beccare le mie pallottole, ma devi riconoscermi come anima innocente al di sopra delle parti e lasciare che faccia da mediatore. E’ vero, sto tentando di affamarti, ma tu, che sei un cialtrone e un dittatore, accetta di far morire di stenti i russi e sfama l’Africa, che per secoli io, democratico e colonialista, ho ridotto alla fame.

Perdoni la domanda un po’ putiniana, caro D’Urso: tra gli indagati dal Copasir Draghi le ha segnalato anche Massimo Troisi? Dice che Draghi non si occupa dei morti? Male, molto male, D’Urso. Dica a Draghi che il cattivo maestro, il primo putiniano in tempi non sospetti è stato proprio Troisi. Ascolti, prenda nota. poi chieda al padreterno di estradarlo. Troisi va assolutamente schedato e processato:
https://www.facebook.com/watch/?v=1132395903466356

Agoravox, 9 giugno 2022

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Ieri Mattarella ha ribadito ufficialmente la sua posizione sul tragico conflitto che ci vede protagonisti nel ruolo incostituzionale di cobelligeranti. Ha reso così ancora più fitta l’ombra che avvolge il suo ruolo di garante della Costituzione da quando, dopo sette anni di presidenza, ha accettato la rielezione. Un’ombra fitta e profonda, perché, da giurista qual è, per ragioni di costituzionalità, aveva più vole e giustamente rifiutato di tornare al Quirinale.
Con quest’ombra che ne appanna la figura, ieri ha sostenuto la legittimità del nostro intervento in una guerra scoppiata per controversie internazionali. Ha fatto, cioè, il contrario di quanto gli ordina quella Costituzione di cui dovrebbe essere garante. Invece di assumere il ruolo neutro di pacificatore, ha ospitato, infatti, i diplomatici di un Paese in guerra e ha sbattuto la porta in faccia a quelli che stanno dall’altra parte.
Poteva utilizzare un criterio unico – tutti o nessuno – ha scelto invece una parte, si è schierato e da bravo cobelligerante ha dettato le condizioni: la guerra finirà solo quanto tutto tornerà com’era prima che scoppiasse. Costi quel che costi, anche un conflitto nucleare. Non una mediazione, quindi, non un intervento per la pace e l’invito a una trattativa, ma un vero e proprio ultimatum.
Il nostro Parlamento, intanto, che nel suo insieme, è molto preoccupato per la sorte della sedicente democrazia ucraina, si disinteressa completamente di ciò che accade alla nostra Repubblica. Così stando le cose, oggi non si fa festa per la Repubblica, ma si prende atto che ormai da anni i nostri bipresidenti, Napolitano e Mattarella, hanno “fatto la festa” alla Repubblica e alla sua Costituzione democratica e antifascista, fondata sul ripudio della guerra come soluzione delle controversie internazionali.

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Piaccia o no, Ugo Mattei ha davvero ragione: «Mi sembra che si stia vivendo una situazione paradossale, tutti si aspettano determinate cose da Putin, ce la costruiamo e poi ci facciamo un nostro dibattito che nulla ha a che fare con la conoscenza delle condizioni sui luoghi, della cultura e della storia della Russia».
Per dirla tutta, aggiungerei che nulla ha a che fare con ciò che oggi è realmente quella grande parte del pianeta che impropriamente uniamo in un mitologico Occidente.

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Si era detto che era l’uomo giusto nel momento giusto. Era vero e ricordo gli inchini e le riverenze, i salamelecchi, le apologie e i capolavori di artisti del contorsionismo. Si sono scritte pagine evangeliche su stupefacenti passeggiate sulle acque e quotidiane moltiplicazioni dei pani e dei pesci.
L’uomo al posto giusto nel momento giusto. Certo. Si era dimenticato però un dettaglio: qual era il posto giusto? Quello da cui è più facile fucilare nella schiena ciò che sopravvive della democrazia dopo la cura di Napolitano e l’incuria di Mattarella.
La guerra ci ha mostrato l’uomo per quello che è: il pericoloso tamburino dei guerrafondai.
Fatevi avanti, leccapiedi, servi sciocchi e pennivendoli da cabaret.
Quella che avete chiamato “Resistenza” dei nazisti, conduce i democratici alla lotta. Mirate a far cadere Putin per mano di qualche movimento prezzolato e non sentite il terremoto che avete sotto i piedi.
Ancora un po’, poi capirete cos’è stata davvero la Resistenza e pagherete la vostra ferocia per mano del popolo italiano che intendete massacrare.

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Scemo


Se dici che armare gli ucraini è un bestialità, sei scemo perché “non hai capito come si tratta con Putin”.
Io ho paura di chi non ha mai un dubbio e ricordo ciò che un antico maestro, scemo come me, rispondeva ai semprecerti: “io questo solo so, di non sapere niente”.

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A volte penso che l’economia stia cancellando ogni forma di cultura umanistica e che scuola e università siano ridotte a organi di trasmissione del pensiero unico che non ammette scelte e opinioni alternative. Il filo della memoria, che gli, anziani consegnavano ai giovani, è stato brutalmente troncato.
All’orizzonte si profila una di quelle tempeste devastanti, che fanno pensare a un disastro di proporzioni incalcolabili. Qualcosa di simile al Diluvio, a un ritorno alla preistoria.
In realtà, mi dico, se la storia dell’umanità inizia con la trasmissione scritta del pensiero, è bene ricordare che anche oggi, mentre affermiamo la superiorità dei valori occidentali, la Storia convive con la Preistoria e innumerevoli sono i civilissimi occidentali prede dell’analfabetismo di ritorno: centinaia di migliaia, milioni e addirittura miliardi di donne e uomini già nella Preistoria.
Nulla è già scritto, quindi, se non le sciagurate menzogne propagandistiche, e forse tutto è ancora nelle nostre mani e soprattutto in quelle di una generazione di giovani, che merita la nostra fiducia.
Che fare, allora?
A noi tocca smascherare, seminare, sperare e difendere la speranza. Proprio come fa questa donna nel video che segue:
https://fb.watch/czLH5CBTI2/

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Ciò che sta accadendo per l’informazione e la guerra nel nostro Paese è inaccettabile.
Bisognerebbe tentare di lanciare due campagne:

1 – boicottare l’informazione (stampata e televisiva);
2 – rifiutarsi di pagare le tasse, dal momento che il Paese va a rotoli e con i nostri soldi, invece di salvare la Sanità, la Scuola, la Ricerca e sforzarsi di aiutare lavoratori, precari e disoccupati massacrati dalla crisi, si comprano armi, sicché la miseria cresce e chi produce armi si arricchisce.

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