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Archive for dicembre 2020

Se vi riesce, difendete voi stessi davanti al Tribunale della Storia e meritate la grazia che implorerete, quando tutto sarà finito e vi processeremo.
Spiegateci perché dovremmo risparmiarvi, se fino all’ultimo momento avete sostenuto coi fatti che mille e più morti al giorno sono un prezzo accettabile da pagare per difendere gli interessi di padroni, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dell’uomo sul pianeta.

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Ho scritto, sì. Un’intera giornata. Il capitolo su Renato è quasi finito, ma sono stremato. Pensa un po’, l’ho accompagnato sui Pirenei nella neve, a piedi fino a Le Boulou; c’era la guardia francese, al confine, che non l’ha fatto entrare e sulla via per , dove ci hanno respinti, a ondate micidiali, gli aeroplani fascisti in picchiata mitragliavano i fuggiaschi. Spaventoso, credimi. Ora, però, non so bene perché, ho la sensazione vaga, ma insistente di qualcosa che avrei dovuto o voluto fare, ma non so più cosa. Una mail da scrivere, una promessa non mantenuta, un impegno preso e poi volato via dall’angolo di testa che chiamiamo memoria? Non so.
Non è più quello d’un tempo, l’angolo, come non sono più io quello che a volte incontro di sfuggita passando davanti allo specchio di fronte alla porta d’ingresso. Così accade, mi dico. La vita ti sorprende coi suoi ritmi strani, che solo raramente coincidono con la velocità dei sogni, coi colpi fulminei della fortuna nemica, coi repentini cambiamenti e la misteriosa sensazione per cui giungi a pensare che tutto in fondo sia sempre uguale a se stesso, tutto, nel cuore delle cose, resti così com’era quando sei arrivato e sarà così quando te ne andrai…

Questo è l’inizio di un breve e pazzo racconto. Se ti incuriosisce e vuoi continuare a leggere, clicca su “Canto libre

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La barbarie capitalista ha creato le condizioni ideali per esporre il genere umano all’attacco di virus ignoti e distruttivi. Non contenta del disastro causato, invece di accettare una divisione equa della ricchezza, pone l’economia davanti alla salute e impone una vita sempre più devitalizzata: scuole, cinema e teatri chiusi – “la cultura non si mangia” – l’ambiente in cui viviamo ridotto in stato comatoso e un orrendo, quotidiano sacrificio umano sull’altare del profitto.
Mentre invano la scienza ci mette sull’avviso – l’umanità è a rischio d’estinzione  – in questa notte della ragione senza precedenti, all’ordine del giorno ci sono i campi di sci e il cenone di Capodanno.
Come tutto ciò che riguarda l’uomo, la peste capitalista ha limiti temporali invalicabili: nasce, cresce e muore. Il nostro compito è oggi quello di evitare che la morte di un fenomeno storico coincida con l’estinzione dell’umanità. Un’impresa difficile?  Tutt’altro. Il mercato non esiste materialmente. Ci sono i mercanti, quelli che Cristo, giustamente infuriato, cacciò violentemente dal tempio. Per i miliardi di poveri Cristi, condotti alla rovina dalla ferocia di un pugno di criminali, sarà tutto sommato facile seguire l’esempio moralmente inattaccabile di un grande maestro, ridurre all’impotenza i responsabili della tragedia che viviamo ed evitare che essa ci conduca all’estinzione. 

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