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Archive for Mag 2018

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Uno spettro si aggira per l’Italia: l’estrema destra al governo.
Com’era prevedibile, una legge elettorale nata per imporre un nuovo patto del Nazareno, ci ha consegnato un Paese senza bussola, finito immediatamente sugli scogli di una pericolosa paralisi. Nei fatti talora c’è una logica e la storia qualcosa può insegnarla: quando una crisi economica non trova soluzione, inevitabilmente diventa crisi della democrazia.
A tappe rapidissime la resa dei conti si avvicina e non c’è modo di ritirarsi a difesa. Dietro di noi c’è l’Oceano mare e siamo all’ultima spiaggia.
Stento a capire dove si possa trovare scampo e mi domando che faremo se, com’è quasi certo, si dovesse tornare al voto. Staremo a guardare e lasceremo che sia una partita Di Maio-Salvini o proveremo a raccogliere le forze, per parlare a quanti hanno a cuore le sorti della democrazia e costruire un fronte democratico di salute pubblica?

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Andrej Prassel ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Mario Orfeo, Direttore Generale RAI
Nel 2014 è uscito nelle sale italiane il film-documentario “La Trattativa” di Sabina Guzzanti che ha come tema centrale la trattativa tra uomini dello Stato ed esponenti di spicco di Cosa Nostra.
Anche alla luce della sentenza che è stata pronunciata dalla Corte d’Assise di Palermo lo scorso 20/04, riteniamo che questo documentario, data l’importanza del tema trattato e della professionalità con cui è stato creato, debba essere visto da tanti cittadini che ancora non conoscono queste vicende.
Chiediamo a Lei, Mario Orfeo Direttore generale Rai, di trasmettere il film-documentario “#La Trattativa” di Sabina Guzzanti.

Petizione promossa da Scorta Civica

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Cominciò così in tutto il mondo industrializzato: manifesti, comizi, cortei e astensione dal lavoro. Gli operai volevano le otto ore. In Italia ne facevano in media 14, donne e bambini compresi. Gli imprenditori sostenevano che la richiesta era una pazzia.
Sono così gli imprenditori, fanno i medici dei pazzi. Per vocazione.

napoletani

La repressione scattò immediata e violenta: cariche, arresti, denunce per associazione sovversiva, disobbedienza alle leggi e istigazione all’odio di classe. La protesta dei lavoratori fu sepolta sotto secoli di galera.
Vennero altre “feste del lavoro”.

Immagine a

Nel 1894 Crispi sciolse il Partito Socialista e segregò nelle isole migliaia di lavoratori, ma non riuscì fermarli e a maggio del 1898 Bava Beccaris sparò a mitraglia sulla folla disarmata. L’Italia insorse, corse il sangue e Rudinì ricorse agli stati d’assedio e ai tribunali di guerra. Secoli di domicilio coatto “ricondussero l’ordine” nel paese.

Muro contro muro, finì che Bresci vendicò i morti del ’98 uccidendo Umberto I. I terroristi sono sempre esistiti e l’unica possibile guerra preventiva si combatte con le armi della giustizia sociale.
Nel 1892, Giovanno Bovio, difendendo gli operai arrestati per le manifestazioni del 1° maggio lo aveva avveritito lucidamente, quando, rivolto ai giudici aveva urlato a nome degli imputati:
non ci fate, voi, o giudici, non ci fate, per queste braccia scarne, per carità di voi stessi e per quel pudore che è l’ultimo custode delle società umane, non ci fate dubitare della giustizia. Io fui nato ad esser cavaliere e tu mi hai fatto malfattore, ed ora ti fai giudice! Così gridò il figlio a Nicolò terzo estense, provocatore e parricida. E noi chiediamo a quelli che ci chiamano fratelli: noi fummo nati al lavoro e dhe, non fate noi delinquenti e voi giudici!“.
Una invocazione, forse un monito, più che mai attuali.
Troppi estensi parricidi si ergono ancora a giudici in questo nostro misero pianeta e troppi bambini lavorano 14 e più ore per un zuppa buona a farli lavorare.
Un’ora di lavoro di un operaio europeo vale dai 12 ai 16 dollari. Ci sono parti del mondo in cui si ragiona in centesimi. E il lavoro non ha né orari, né tutele.
Lo sanno i nostri ragazzi che ascolteranno musica in piazza San Giovanni?

Fuoriregistro, 1 maggio 2003.

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