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Archive for marzo 2018

tsunami isole salomone-2Dopo mesi di impegno elettorale e un risultato che non si può valutare esclusivamente in termini quantitativi, leggo sulla Stampa  uno sconcertante giudizio di Tomaso Montanari e mi pare di doverlo dire: non sono pentito, rifarei la battaglia e mi pare necessario ricordare alcuni momenti chiave, che serviranno a ricostruire la storia di questi ultimi mesi.
Intanto un dato: dietro la valanga di voti ai 5Stelle c’è un imperdonabile errore. Dopo l’esito del referendum del dicembre 2016, che inchiodava il PD e i suoi alleati alle loro gravi responsabilità politiche, le Camere non furono sciolte, ma Tomaso Montanari, che oggi inspiegabilmente ci definisce settari, Anna Falcone che si è poi candidata con Grasso in Liberi e Uguali e Luigi De Magistris che si è poi tenuto fuori dalla battaglia elettorale, molto superficialmente deposero le armi. La collera che ha trasformato il voto del 4 marzo in un plebiscito per i 5Stelle ha le sue radici anche in quel duplice ceffone assestato agli elettori.
Il messaggio che venne in quei giorni dal PD fu violento: Gentiloni e la fotocopia del Governo Renzi, la Boschi, che si era intestata la riforma istituzionale, promossa a un incarico di maggiore responsabilità, la sequela di scandali impuniti, i soldi regalati alle banche, Minniti e le sue leggi fasciste e Renzi che, imperterrito, comandava le danze.
“Del vostro voto ce ne freghiamo”, questo è il messaggio che ha percorso il Paese in lungo e in largo fino al 4 marzo, alimentando lo sdegno per il PD  e per il silenzio complice dei leader di una sedicente sinistra. Per quattordici lunghi mesi, ogni volta che Renzi e Boschi hanno aperto la bocca l’imminente tsumani elettorale ha aumentato la sua potenza e portato acqua ai grillini.
A giugno scorso, finalmente un argine: al Brancaccio, i redivivi Falcone e Montanari lanciano la sfida. La gente di sinistra, però, non fa in tempo a muoversi, che già la polemica infuria: Anna Falcone e Tomaso Montanari vogliono davvero ricostruire la sinistra dal basso o, ha ragione Viola Carofalo quando punta il dito e dice che c’è già un accordo con D’Alema e soci? I fatti hanno dimostrato che la nostra “capa tosta” aveva visto giusto, anche se Montanari non ne sapeva nulla e si era lasciato ingenuamente ingannare. Tutto compromesso? No. Il Brancaccio, in realtà, aveva offerto a De Magistris la leadership del nascente movimento e la presenza attiva del sindaco di Napoli avrebbe potuto facilmente tenere a bada i partiti e impedire che rompessero il giocattolo; De Magistris, però, non volle lasciare a metà percorso il lavoro di sindaco. Una scelta legittima, che assegnava però a demA, il suo movimento politico, il compito di seguire la faccenda, in base a un principio elementare: occupare spazi per impedire l’accesso ai malintenzionati e bloccare le manovre dei partiti. Senza voler fare polemiche ormai inutili, è evidente che qualora demA si fosse veramente impegnata, Liberi e Uguali non sarebbe nata e in ogni caso non avrebbe mai trovato una base. Purtroppo le cose non sono andate così.
Potere al Popolo è nato da una necessità storica e dall’intuito politico dei giovani dell’ex OPG, che, dopo l’inspiegabile ritirata di Montanari e l’inerzia di demA, hanno coraggiosamente seguito la via aperta dal Brancaccio. E’ stata una fragile, ma preziosa e necessaria risposta all’attendismo; è vero, il maremoto grillino l’ha penalizzata, ma ha dato frutti concreti, ha creato una comunità, una rete di relazioni ed è più viva che mai, tant’è che il 18 riunirà le sue componenti al teatro Italia di Roma e riprenderà il suo percorso.
Non c’è dubbio – e qui è uno dei nodi di fondo di questa nostra bella esperienza elettorale – al 4 marzo siamo giunti senza poter saldare la frattura causata dalle scelte ambigue dei promotori del Brancaccio e questo ha impedito che la base di consenso dell’iniziativa fosse quella che esiste realmente nel Paese. Come mostra l’esito delle urne, infatti, la somma di consensi di PaP e LeU corrisponde al 4,5% dei voti. Un risultato raggiunto senza De Magistris e Montanari e nonostante la zavorra costituita da Anna Falcone, Grasso e compagni. Se il sindaco di Napoli e Montanari avessero sostenuto l’iniziativa, com’era possibile e come chiedeva il momento storico che attraversiamo, dove sarebbe giunta una lista di resistenza, comprendente la sinistra alternativa e quella moderata? Esagero se penso al 6% e suppongo che una sinistra di base, formata da gente credibile, sarebbe entrata in Parlamento con una forza significativa?
E’ vero, la rabbia travolgente che ha condotto i grillini alla vittoria non si sarebbe potuta arginare, ma l’avrebbe parzialmente ridimensionata, offrendo un riferimento in grado di andare oltre lo sbarramento, togliendo ai grillini voti di sinistra e portando dalla nostra parte quegli elettori di sinistra che non hanno mai conosciuto il nostro simbolo. La verità è che ha sbagliato chi è stato a guardare, così come oggi sbaglierebbe chi decidesse di abbandonare la partita. Potere al popolo è un movimento vivo e attivo, una risposta di resistenza in un gelido inverno della storia: parte da una base concreta, per ora è il solo credibile riferimento politico per chi lotta contro il neoliberismo, l’autoritarismo strisciante e le sue tragiche conseguenze e ha dalla sua la forza di un modello sperimentato ogni giorno nell’ex OPG e nelle lotte nei territori. Avanti, quindi, senza badare a chi, come Montanari, è stato alla finestra, ha contribuito alla sconfitta e ora strizza l’occhio ai 5Stelle, sputa sentenze e spera di rientrare nella partita. Il treno della storia non passa due volte.

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downloadPotere al popolo, il voto e la fine. Hanno già pronte le due parole di necrologio, i “pezzi” pensati a freddo per liquidare l’inattesa vicenda e passare oltre: folclore napoletano, una pattuglia di illusi, il volo di un Icaro con la cera che si scioglie al primo tepore primaverile.
Lo scrivo stasera perché non diventi senno di poi: si mettano l’animo in pace e si preparino a rifare i conti. In questi due  mesi e mezzo non sono nati semplicemente un partito, una lista dal basso e la partecipazione alla campagna elettorale. E’ successo che il popolo di sinistra è tornato in campo, così come d’un tratto davanti ai fascisti si levarono in armi i partigiani.
C’è stata una guerra durata anni. Hanno massacrato i nostri diritti, hanno bombardato la nostra dignità e rimesso in gioco le bande nere. Ci hanno messi al muro con le mani alzate e la minaccia di tirare alla schiena. Come spesso accade, le loro stesse divinità – la fame di profitto e la ferocia del mercato – li hanno d’un tratto accecati; avevano già quasi vinto e hanno sognato di stravincere, ma il passo è stato più lungo della gamba.
Mentre organizzavano il saccheggio, è passata tra noi una parola d’ordine che nessuno più ricordava: resistere. Lungo i sentieri della politica da tempo abbandonati, i sentieri che i barbari distruttori non conoscono, da ogni parte del Paese devastato si muovono in fila indiana i nuovi partigiani. Domani si accorgeranno dell’errore commesso. Si è fissato un limite giudicato insuperabile, ma noi lo stiamo già attraversando.
Amici e compagni, lo dico serenamente: voi già sapete dov’è l’appuntamento per domani, e farete la vostra parte. Sotto la pelle del Paese si è mosso qualcosa che non si può più fermare. Domani o nei prossimi mesi, quella che avete mosso è una valanga. Ricordate? Cominciammo con una esortazione: sembrate piccoli, solo perché siete in ginocchio, levatevi in piedi e sarete giganti. Due mesi e mezzo dopo possiamo dirlo: ci siamo alzati e marciamo. Questione di tempo e chiuderemo la partita.
Avanti compagni e amici, segnate la data col sassolino bianco e preparatevi a sbaragliare il campo. Domani, se possibile, in tempi brevi, se necessario. E ricordate: la giornata è nostra!

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MaestraI fascisti hanno ucciso Matteotti, Amendola, Gobetti, i fratelli Rosselli e migliaia di altri inermi difensori della libertà e della dignità di un popolo.
I fascisti hanno fatto morire di carcere Antonio Gramsci.
I fascisti hanno sterminato col gas popolazioni inermi durante la guerra d’Africa.
I fascisti hanno scatenato guerre feroci senza nemmeno dichiararle.
I fascisti hanno approvato leggi razziali.
I fascisti hanno contrinuito a scatenare la seconda guerra mondiale e hanno collaborato coi nazisti nel genocidio di ebrei, omossessuali, rom, testimoni di Geova, sofferenti di disagio mentale e avversari politici.
I neofascisti hanno compiuto stragi come quelle di Piazza Fontana e di Bologna.
Fascisti e neofascisti sono dei criminali, ma sono stati sempre coperti da forze dell’ordine prima fasciste e poi molto spesso complici dei neofascisti.
Dopo Genova, le forze dell’ordine non godono della stima della popolazione, perché non hanno mai chiesto l’allontanamento dei colleghi responsabili, i quali purtroppo hanno disonorato la divisa che ancora indossano.
Il Ministero dell’Interno non può garantire la libertà di parola a organizzazioni fasciste per le quali la Costituzione prevede lo scioglimento.
Lavinia Flavia Cassaro è una docente e aveva il dovere di essere un esempio per i giovani. Maledire i complici del fascismo è un gesto  di coraggio e di virtù civile e – come accade nei momenti bui della storia – comporta il rischio della repressione. Gli antifascisti pertanto esprimono la loro solidarietà incondizionata alla docente, che è una perseguitata politica e ricordano che la reazione legittima ad atti arbitrari del pubblico ufficiale, prevista dal codice Zanardelli del 1889 fu abolita dal codice del fascista Rocco del 1930, ma è stata poi ripristinata. Tutelare l’agibilità politica dei fascisti e colpire gli antifascisti è un reato.

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MaestraHai sentito che accade a Lavinia Flavia Cassaro? La vogliono licenziare solo perché è un’insegnante antifascista. Domani toccherà a te, ai tuoi figli e ai tuoi nipoti. Ai precari che non si rassegnano, ai lavoratori ridotti in schiavitù, ai malati che non possono curarsi, ai vecchi imprigionati nei posti di lavoro, spremuti come limoni e poi abbandonati al loro destino. Non votare, se credi, però non lamentarti se domani se la prenderanno con tuo figlio senza una ragione, solo perché chiede un lavoro, difende un diritto o la dignità.

Hai deciso, lo so: non voterai. Politici e politica ormai ti fanno vomitare e hai ragione. L’ultima volta hai votato i 5 Stelle e quelli non solo ti hanno tradito, lasciando tutto com’era, ma oggi condividono con Renzi l’idea di scuola e con Salvini e i leghisti una colpevole indifferenza per i diritti fondamentali della democrazia, quelli civili e umanitari, come dimostrano la posizione su Trump e la scelta di stare al fianco di Israele, il comportamento in Parlamento, ogni volta che qualcosa si poteva fare: legge Fiano, “StepChildAdoption”, “Ius Soli” e persino la “non scelta” di fronte al fascismo rigenerato da Minniti, dopo la tragedia di Macerata.

Lo so. Hai mille ragioni, ma pensaci bene e comunque non lamentarti, se dopo il 4 marzo la destra, compresa quella più estrema, raggiungerà e forse riuscirà a superare il 50%. Non lamentarti e non fare affidamento sulla sedicente sinistra, perché ormai dovresti averlo capito: PD e LeU traccheggiano, fanno l’occhiolino ai 5Stelle, perché credono che tra loro ci siamo molti compagni che sbagliano e soprattutto perché sono anch’essi liberisti. Quella che tu chiami sinistra domani consegnerà il Paese alle destre.

Dici che anche questo in fondo non t’interessa? Pensi che alla fine non cambierà nulla e sarà tutto com’è? Qui ti sbagli, però, e l’errore è pernicioso perché il nuovo Parlamento grillini compresi, non solo lascerà tutto com’è, Jobs Act, Legge Fornero, articolo 18 e Buona Scuola, ma rimetterà mano alla Costituzione con il consenso di parte di quella sedicente sinistra – gli ex del PD passato nelle file di Liberi e Uguali – che in occasione del referendum erano per il sì.

Prima di decidere di non votare, ricorda: ormai sono tutti sullo stesso carro, tutti liberisti e pronti a massacrarti. E ora, per favore, non venirmi a dire che non hai alternative. Una via c’è e ti porta fuori da questa tragedia: Potere al Popolo. Basta che ti informi per capirlo: Potere al Popolo ha posizioni completamente opposte su tutto: lavoro, formazione, edilizia pubblica, evasione fiscale, Giustizia. Tutto. Dagli forza e fiducia, il 4 marzo va a votarlo. E’ un’occasione che non puoi perdere, perché probabilmente un’altra non l’avrai.

 

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2 marzo.jpgVENERDI 2 MARZO
PIAZZA DANTE – NAPOLI, Dalle ore 21 alle ore 23:59
Evento di chiusura della campagna elettorale di Potere al popolo!

Presenta la serata
Francesca Fornario (giornalista satirica e blogger de Il Fatto Quotidiano)

Intervengono
– Viola Carofalo, (portavoce nazionale di Potere al Popolo!)
– Sabina Guzzanti
– Candidati napoletani di Potere al Popolo

Suoneranno per noi
– Franco Ricciardi
– Francesco Di Bella e Alfonso Bruno
– Zezi Gruppo Operaio

E a Napoli non potevamo non chiudere questa dura ma coinvolgente e appassionata campagna elettorale di Potere al Popolo che con un grande evento per la nostra città!
Per l’occasione abbiamo scelto di parlare nella piazza cittadina che negli ultimi anni sta ospitando eventi importanti come il 1 Maggio.
Musica, parole immagini per le ultime ore di campagna elettorale prima del silenzio e del momento di recarsi alle urne. Vi aspettiamo dalle ore 20:30 alle ore 23:59. Invitiamo Napoli a riempire e festeggiare questo che per noi è già un grande traguardo.

Il 4 Marzo votiamo Potere al Popolo!

 

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Potere al popoloGrasso l’ha detto: siamo disponibili a fare un governo col PD. I grillini, a loro volta, che non si dichiarano mai antifascisti, sono sempre più vicini a Salvini e all’estrema destra.

Si dice ed è certamente vero: UOMO AVVERTITO MEZZO SALVATO e CHI HA COLPA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO.
E’ sempre più chiaro: Chi vuole cambiare davvero ha una sola possibilità: VOTARE POTERE AL POPOLO.

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