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Archive for febbraio 2018

Giuseppe Aragno – Candidato alla Camera Potere al Popolo Napoli al collegio uninominale di San Carlo all’Arena!
Ha collaborato con l’Università di Salerno e con la cattedra di Storia Contemporanea della Facoltà di Scienze politiche dell’Università “Federico II” di Napoli. Ha partecipato al progetto realizzato dalle Università di Messina, Milano, Teramo e Trieste da cui è nato il Dizionario Biografico degli anarchici Italiani, Biblioteca Serantini, Pisa. Estremamente attivo a sostegno degli studenti, per un’istruzione pubblica libera, gratuita, in particolare durante il movimento dell’onda che nel 2008 contestò duramente la legge Gelmini. Durante le ultime elezioni amministrative ha sostenuto il movimento DeMa, divenendo poi membro del coordinament

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PAPNon è propaganda, ma dato reale: cresciamo, nonostante il silenzio irreale dei media, e sono nomi di tutto rispetto. Cresciamo perché, come affermano senza mezzi termini i primi firmatari di questo appello, “l’unico cambiamento radicale è il voto alla nuova lista di Potere al Popolo!” 

 

Eddyburg  

Il diritto di cambiare: un habitat sano e vivibile

Un appello per invitare la Politica a occuparsi di cose che la politica politicante trascura del tutto, mentre sono vitali per chi abita nel pianeta Terra (e in Italia) oggi e vorrebbe viverci anche domani. In calce le adesioni

Siamo un gruppo di urbanisti, architetti, agronomi, ecologi, ambientalisti, attivisti dei movimenti per difesa del territorio e dei beni comuni, per la giustizia ambientale e il diritto alla città.
Chiediamo a tutte e a tutti di usare anche queste elezioni per segnare una inequivocabile svolta nelle politiche territoriali. Non è più il tempo di tergiversare. Cambiamenti climatici, inquinamenti, perdita della biodiversità e della fertilità dei suoli, rarefazione delle risorse naturali, devastazione del paesaggio, emarginazione dei soggetti più fragili, la lotta di tutti contro tutti ci dicono che il nostro habitat è prossimo al collasso.
L’ambiente in cui viviamo è il risultato di un rapporto tra le attività umane e la natura. E’ il risultato delle scelte funzionali, proprietarie e fruitive implicite nelle politiche di un paese.
In Italia, la dimensione fisica, territoriale e ambientale delle scelte politiche è stata ignorata. A guidare le trasformazioni urbane sono state solo le forze economiche di mercato, le rendite immobiliari e finanziarie. Nel nostro paese non vi è mai stata una visione strategica per un uso ecosostenibile e condiviso del territorio.
La pianificazione pubblica, che dovrebbe progettare la collocazione sul territorio delle diverse sedi per le attività umane è stata delegittimata per lasciare campo libero alle singole iniziative immobiliari, alle “grandi opere”, all’urbanizzazione selvaggia.
La produzione legislativa e amministrativa ha accentuato la de-regolazione e lo smantellamento del ruolo della pianificazione urbanistica.
Non è solo una crisi “nel” sistema, né una crisi solo italiana. E’ una crisi “del” sistema capitalistico che brucia risorse naturali vicine all’esaurimento e restituisce scarti tossici non metabolizzabili, che espelle gli abitanti meno abbienti dal loro habitat e produce diseguaglianze sempre più accentuate. I primi a pagarne le conseguenze del progressivo deterioramento fisico del pianeta sono le popolazioni più fragile e impoverite.
E’ giunto a conclusione il mito ingannevole dello sviluppo infinito e dell’infinita produzione di merci. Non ci potrà essere mai sostenibilità in un sistema economico dominato dalle leggi del massimo profitto. L’economia dominante va profondamente cambiata.
Il percorso di cambiamento ha bisogno di attingere agli elementi di speranza che oggi sono riscontrabili nei comitati, nei movimenti, nelle associazioni e nelle pratiche dal basso che agiscono in difesa dei territori, dell’agricoltura contadina, contro il consumo di suolo, le privatizzazioni dei beni pubblici e la dilapidazione delle risorse naturali.
Da queste esperienze arrivano importanti idee da raccogliere: dal concetto di bene comune a quello di diritto alla città e di giustizia ambientale, dai quali emerge l’imperante necessità di:
– interrompere la dipendenza della società dalla logica del mercato capitalistico ed affermare delle scelte nelle quali siano posti al centro i bisogni umani, il valore d’uso dei beni, la costruzione di un habitat che rispetti e curi il patrimonio naturale e storico – (ri) conquistare la politica partendo dal basso, dagli abitanti e dai problemi concreti che li accomunano, restituendo quindi la sovranità al popolo.
Un’idea di ciò che occorre fare è espresso nel programma elettorale di POTERE AL POPOLO!, diretta espressione delle tante battaglie, istanze, e vertenze provenienti da comitati e movimenti territoriali:

– un radicale cambiamento di indirizzo degli investimenti pubblici. Le risorse finanziarie destinate alle missioni militari, alle “grandi opere” (come il MOSE, la TAV in Val di Susa, la Pedemontana) e ad altri progetti ambientalmente dannosi (come la TAP, le trivellazioni petrolifere, l’eolico selvaggio), in quanto dispendiosi, devastanti, spesso del tutto inutili che impoverisco territori e indebitano i cittadini, dovrebbero essere destinati al benessere di tutti gli abitanti;
– un massiccio programma di manutenzione e cura del patrimonio naturale, infrastrutturale ed edilizio, a partire della messa in sicurezza idrogeologica e sismica;
– centralità della salute ambientale nelle scelte di sviluppo economico, culturale e sociale: dalla tutela della qualità dell’aria e dell’acqua alla sovranità e qualità alimentare; dall’eliminazione dell’energia da combustibili fossili e altre fonti ambientalmente dannose, alla bonifica dei siti inquinati, dal potenziamento di una mobilità sostenibile e il trasporto pubblico allo stop del consumo di suolo; dalla ripubliccizazione della acqua, a una gestione dei rifiuti basata sulla loro riduzione, riuso e riciclo;
– priorità della vivibilità delle città sugli interessi della rendita: da un piano di riqualificazione delle periferie a un potenziamento dei servizi pubblici, da un piano straordinario di alloggi sociali a una nuova legge per il controllo degli affitti; da una pianificazione democratica dei territori e un reale decentramento delle decisioni al prevalere delle virtù sociali della cooperazione, solidarietà, mutualismo e valorizzazione delle differenze.

L’irresponsabile miopia delle classi dirigenti ancora oggi governanti non ammette mezze misure: l’unico cambiamento radicale è il voto alla nuova lista di Potere al Popolo!

 

Per aderire all’appello
Inviare nome e cognome a Ilaria Boniburini

Promotori
Ilaria Boniburini
Paolo Cacciari
Eddy Salzano
Sergio Brenna
Guido Viale
Enzo Scandurra

Firmatari
Maurizio Acerbo
Ilaria Agostini
Daniela Ambrosino
Giuseppe Aragno
Simonetta Astigiano
Paolo Baldeschi
Paolo Barone
Fabrizio Bertini
Piero Bevilacqua
Gabriella Bianco
Davide Biolghini
Giuseppe Biondi
Roberto Budini Gattai
Maria Grazia Campari
Marisa Caputi
Tiziano Cardosi
Carlo Cellamare
Lucia Ciarmoli
Laura Cima
Angelo M. Cirasino
Flavio Cogo
Giancarlo Consonni
Licia D’Anella
Lidia Decandia
Chiara De Dominicis
Vittoria De Dominicis
Marina De Felici
Maurizio De Zordo
Francesco Di Cataldo
Laura di Lucia Coletti
Renato Di Nicola
Enzo Di Salvatore
Luigi Fasce
Stefano Fatarella
Antonio Fiorentino
Giorgio Gallo
Cristiano Gasparetto
Gruppo urbanistica per Unaltracittà-Firenze
Athos Gualazzi
Maria Pia Guermandi
Gianfranco Laccone
Teresa Lapis
Salvatore Lihard
Laura Lobina
Raymond Lorenzo
Simone Lorenzoni
Angela Mancuso
Elisa Marini
Luciano Mazzolin
Elena Mazzoni
Lodovico Meneghetti
Bruna Mestrini
Piero Muò
Giuseppe Musolino
Giorgio Nebbia
Vincenzo Pellegrino
Luigi Piccioni
Cristina Quintavalla
Roberta Radich
Nicola Ricciardi Giannoni
Ezio Righi
Maria Pia Robbe
Daniela Sacelli
Piero Serniotti
Monica Sgherri
Marco Simoniato
Mario Sommella
Ugo Sturlese
Graziella Tonon
Daniele Vannetiello
Simonetta Venturini
Giuseppe Claudio Vitale
Maria Rosa Vittadini
Alberto Ziparo

 

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mattino 12-02-2018 - Copia (2)

Per quanto tagliata e ridotta all’osso, l’intervista uscita sul “Mattino” di stamattina  dimostra chiaramente che Potere al Popolo è l’unico partito che parla di politica e ha un programma alternativo alla feroce ricetta neoliberista.
Assieme alla foto del giornale con l’intervista tagliata pubblico qui il testo integrale inviato al giornale.

Potere al Popolo. Aragno: ridurre le spese militari e dirottare i fondi su enti locali

Giuseppe Aragno è candidato con Potere al Popolo

1) Qual è la prima cosa che farà in caso di elezione?
Se sarò eletto, dovrò interrompere il mio lavoro di ricercatore. Andrò all’Archivio di Stato ringrazierò commessi e archivisti e dedicherò tempo ed energie all’attività parlamentare. In quanto alla mia prima iniziativa, non intendo vendere fumo: i problemi locali si risolvono solo se inseriti nel quadro politico nazionale. In caso di elezione, quindi, chiederei anzitutto una drastica riduzione delle spese militari – parliamo di decine di miliardi all’anno – e la distribuzione dei cospicui risparmi agli Enti Locali. Stesso discorso per il “patto di stabilità” che soffoca i Comuni e a Napoli, per esempio, impedisce di utilizzare i risparmi accumulati nelle casse della Città Metropolitana. Inutile dire che la richiesta sarebbe avversata dal PD e da Forza Italia, la “maggiominoranza” che si alterna o si associa al governo da anni, senza un contrasto efficace dei 5Stelle, intenti alla battaglia morale contro la casta e in viaggio dal ribellismo al neoliberismo.

2) Dall’invasione alla fuga: Vomero e Arenella tra crisi produttiva e perdita di identità. La sua strategia.
Il nodo centrale è il lavoro. O meglio la sua assenza in città come ovunque le Paese. I commercianti del Vomero hanno ragione, quando lamentano una forte diminuzione dei consumi. Se pensano che i consumi possono aumentare, mentre ogni giorno ci sono famiglie che sprofondano nella povertà, che il lavoro si crei colpendo il reddito, rendendo sempre più precaria l’occupazione, impedendo agli anziani di andare in pensione e consegnando tutti noi alla ferocia del mercato senza regole, non cambino orientamento: votino PD, Forza Italia, 5Stelle, Grasso che ha accettato senza fiatare tutte le scelte che ci hanno condotto dove siamo. C’è solo l’imbarazzo della scelta. votino come sempre e poi però non si lamentino, perché così non si crea lavoro, ma si produce disperazione. Noi riteniamo che occorra cancellare il Jobs Act, la legge Fornero sul lavoro, e tutte le leggi che negano il diritto a un lavoro e sicuro e a tempo indeterminato, il ripristino dell’articolo 18 esteso anche alle aziende con meno di 15 e 32 ore lavorative per tutti a parità di salario.

3) Violenza minorile, stese, agguati di camorra: Napoli resta una città insicura, cosa propone?
Anche in questo caso, il problema viene da lontano e c’è un errore che non possiamo permetterci: scambiare il sintomo per la malattia. Purtroppo è quello che facciamo ogni giorno con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi venti anni abbiamo visto crescere esponenzialmente la delinquenza e la violenza minorile. L’unica risposta che siamo stati in grado di fornire è di ordine pubblico. La presenza di forze dell’ordine a Napoli è cresciuta però di pari passo alla criminalità. E questo non ha risolto assolutamente nulla. Recentemente per affrontare il problema delle cosiddette babygang qualcuno ha persino proposto l’arresto e la carcerazione dei minori. Sarò brutale: è come spazzare la polvere sotto il tappeto. Non si vede quindi non c’è. La sicurezza non si ottiene con la repressione ma con prevenzione. Occorrono politiche sociale, occorre investire nell’educazione, nell’istruzione, nella formazione, nel tempo libero, offrire lavoro, creare una prospettiva, un futuro. Non ci sono alternative. Questo è l’unico modo per invertire la tendenza e recuperare i giovani alla società civile.

4) Nonostante gli sforzi di parrocchie, comitati civici e associazioni, il rione Sanità resta una zona a rischio. Come aiutarlo a voltare pagina?
Mi ricollego alla domanda precedente. Faccio lo storico, ma ho lavorato per anni nella scuola. A Secondigliano come maestro elementare. Al Corso Malta come insegnante delle scuole medie. L’attuale situazione di degrado l’ho vista nascere e crescere. Con i colleghi andavamo a prendere gli studenti a casa per portarli a scuola. Lentamente non è stato più possibile. Siamo rimasti soli. Così come lo sono oggi gli operatori sociali, i sacerdoti di frontiera e chiunque si batta contro il degrado e la delinquenza. A Napoli in certe zone lo Stato non esiste più. Il volontariato non basta. Bisogna costruire scuole, finanziare l’assistenza sociale, creare le condizioni perché le famiglie svolgano fino in fon do il loro ruolo: reddito e tempo da dedicare al figli. Non ci sono i soldi? Non è vero. Basterebbe ridurre la spesa militare.

5) Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
Credo che le ragioni siano tutte nelle risposte alle domande precedenti. Votare per me significa votare per l’unica forza politica che rifiuta la ricetta neoliberista che vorrebbe curare la crisi con la medicina che l’ha creata.

 

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Potere al popoloIL NOSTRO SPOT TELEVISIVO. UNA PRODUZIONE DI POTERE AL POPOLO! DIFFONDIAMO!

Il 4 Marzo votiamo Potere al Popolo!
Tradurre in immagini, in pochi secondi, il senso del progetto che stiamo costruendo non è semplice. Questo è il video che abbiamo realizzato e che andrà in onda il 19 e 21 Febbraio intorno alle 11, il 26 e 27 febbraio intorno all’una di notte. Ci siamo noi, c’è Viola Carofalo, e soprattutto c’è il popolo, con le sue problematiche inascoltate, la sua voglia di tornare a decidere e contare davvero.
Visto che sui grandi media abbiamo sempre pochissimo spazio utilizziamo anche questa possibilità, che spetta di diritto a tutte le liste che si preparano ad affrontare la tornata elettorale.
Del vostro giudizio però, di voi che ci avete visto nascere, crescere e che ci state accompagnando e sostenendo, ci fidiamo molto più che dei numeri dello share televisivo, e vogliamo mostrarvelo in anteprima!

Dateci una mano a far conoscere la nostra comunità, le nostre parole d’ordine, la nostra idea di società. Spingete avanti il futuro!

 

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Gli ultimi sondaggi nazionali ci danno vicinissimi al 3%! Possiamo vincere la sfida e far entrare in Parlamento donne e uomini degni che si faranno carico delle lotte e dei territori da cui sono stati scelti. L’obiettivo è davvero a portata di mano! #poterealpopolo

Sondaggi

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Aiutatelo, amici, e voi, amiche, accorrete! Non sta bene Minniti, s’è ammattito. Mentre dichiara che non consentirà a nessuno di tornare al fascismo, consente a Casa Pound di partecipare alle elezioni. Qual è il vero Minniti? L’uomo che vuole fermare i fascisti o quello che li sta proteggendo? Aiutatelo, per favore, accorrete. Questa purtroppo è schizofrenia.

 

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Alla televisione il ministro Delrio recita la parte dell’antifascista, però lo sa: se un musulmano avesse sparato nel mucchio per strada, ci avrebbe bombardato con le accuse all’Isis e al terrorismo. Quello che il ministro targato PD non dice e non dirà mai è che il macellaio fascileghista di Macerata è figlio legittimo della dottrina Salvini che volutamente confonde il terrorismo con lo scontro sociale.
Minniti, ministro dell’Interno nello stesso governo di Delrio e suo compagno di partito, se ne sta zitto, copre la Lega, lascia i fascisti nelle piazze negate agli antifascisti e consente a quelli di Casa Pound di partecipare alle elezioni.
Perché meravigliarsi? Marco Rossi Doria, guarda caso anche lui candidato a Napoli dal PD, è stato ed è il principale sostenitore del colloquio con Casa Pound, il fascismo del terzo millennio.
Lo sanno tutti, ma nessuno lo dice: il pilastro della reazione nel nostro Paese è il partito di Renzi, pronto alla grande coalizione con Forza Italia, guidata da Berlusconi, principale alleato di Salvini, pregiudicato incandidabile, cacciato dal Senato, privato del titolo di cavaliere e affidato ai  servizi sociali per essere recuperato.

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caravaggio_Amor_Vincet_Omnia-1-e1478096016575-1024x724A Napoli, come scrisse, pio e caritatevole, “il Mattino” del 27 gennaio 2016, “sono circa 200 le chiese chiuse e abbandonate ma non si riesce ad aprirle nonostante l’appello di Bergoglio a dare un tetto e un inizio di dignità a queste persone che sono costrette a stare in strada”. Da allora tutto è rimasto com’era e tutti hanno fatto orecchie da mercanti. Sordi in particolare si sono mostrati i Padri redentoristi i quali, tradizionalmente devoti alla Madonna del Soccorso, di soccorrere la povera gente non vogliono nemmeno sentir parlare. Invano perciò i giovani dell’ex Opg Je so pazzo li hanno sollecitati a riaprire la Chiesa e il convento di Sant’Antonio a Tarsia, che chiusero anni fa. Benché l’invito rimandasse proprio alle parole di Papa Francesco, risposte non ne sono mai venute e alla fine, per ospitare i sempre più numerosi disperati che, nel gelo delle notti invernali, rischiano la vita abbandonati a se stessi, i giovani dell’ex Opg i locali li hanno occupati. Credete che i santi Padri, dopo l’inspiegabile silenzio, abbiano fatto buon viso a cattivo gioco e si siano aperti al dialogo? Se lo pensate, sbagliate. Incuranti della Madonna del Soccorso, delle opere di Misericordia e di quella giustizia sociale senza la quale la legalità è solo un’autentica prepotenza, i Padri, sostenuti dal “Mattino”, lo stesso, smemorato giornale che tempo fa aveva spinto il dito nella piaga, hanno messo mano alla carta da bollo, appellandosi al diritto di proprietà, che gli consente di vendere il convento. Ecco spiegati il silenzio e le orecchie da mercanti.
Il “Mattino” e i Padri redentoristi, devoti a una sempre più sconcertata Madonna del Soccorso, dovrebbero saperlo che “Gesù entrò nel tempio, scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere e disse loro: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera, voi invece ne fate una spelonca per affaristi”.
Com’è noto, di fronte alla verità che è rivoluzionaria, i sommi sacerdoti e gli scribi ebbero paura e decisero che quel giovane predicatore dovesse morire. Se avessero lasciato che parlasse, il popolo, ammirato del suo insegnamento lo avrebbe seguito. Come sacerdoti e scribi, il “Mattino” e più in generale il baraccone mediatico che non parla mai di “Potere al Popolo” e se lo fa è solo per colpire, temono che questo movimento, apparentemente nato dal nulla, ma figlio di un enorme bisogno di buona politica e di democrazia, metta pericolosamente a rischio la legalità nemica della giustizia sociale sulla quale poggia un potere politico che rappresenta poco più che se stesso e ha distrutto il Paese. E’ per questo che di “Potere al Popolo” o non si parla o si parla male. Per questo si fa da cassa di risonanza dei Padri redentoristi, che, come i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani puntano il dito contro la loro stessa guida spirituale, quel Papa Francesco, di cui tutti si riempiono la bocca e nessuno ascolta i comandi.
“Con quale autorità fate queste cose? O chi vi ha dato l’autorità di farlo?”, chiesero i sacerdoti a Gesù Cristo e lui risposte: “Vi farò anch’io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi”. Non seppero che dire. Così non sanno rispondere a noi, quando gli domandiamo: “Voi con chi sareste stati nel processo che condannò Gramsci a morire di carcere, con la legalità o con gli uomini che combattevano per la libertà?”
Rappresentando le opere di Misericordia, Caravaggio dipinse due angeli. Uno aveva le ali bianche e l’altro nere. Il primo era un inutile sogno celeste mille miglia lontano dagli uomini e dai loro problemi, il secondo, quello più amato da Dio, sentiva un infinito bisogno di scendere a terra tra il dolore e la fatica. In questa campagna elettorale noi siamo gli unici ad avere le ali nere. E ne siamo orgogliosi.

Canto Libre, 5 febbraio 2018

 

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Canto Libre, 4 febbraio 2018

 

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Condivido ciò che scrive Michele Franco  e aggiungo: Marco Rossi Doria anni fa si assunse la responsabilità di patrocinare il “dialogo con Casapound”. Per contestarlo, scrissi due articoli, uno su Repubblica, l’altro sul Manifesto e lui difese ostinatamente la sua inaccettabile posizione. Oggi, di fronte al dilagare di un razzismo apertamente fascista, non ne parla più. Le sue responsabilità , però, erano e sono gravissime. 
In genere non amo le generalizzazioni e gli attacchi personali, ma in questo caso non posso fare a meno di dirlo: i due candidati del PD non sono né ingenui, né superficiali. Recitano da guitti un ruolo antico e vergognoso: prestano volti puliti all’infinita vergogna del potere. E hanno uno scopo preciso: esercitarlo e ricavarne tutti i possibili vantaggi.
Ecco l’interessante annotazione del candidato di “Potere al Popolo”

E’ – veramente – una prima uscita da autentico Marziano quella di Paolo Siani, candidato, senza macchia e senza paura, del PD a Napoli. Durante la convention di presentazione dei candidati del PD quando un ragazzino di un bar ha portato l’acqua al tavolo dei relatori l’eminente candidato non ha trovato di meglio che rivolgersi al ragazzino per chiedergli: “ma tu non dovresti essere a scuola in questo momento?”.
Evidentemente il Siani circola per Napoli e la sua area metropolitana in elicottero o attraverso il teletrasporto….ma come si fa ad “accorgersi” del fenomeno della dispersione scolastica solo quando si è sotto i riflettori dei media o quando si è candidati a qualche scranno in parlamento. Eppure, il Siani, accento a lui aveva il Marco Rossi Doria che avrebbe potuto (in virtù del suo recente passato di maestro di strada) consigliargli una maggiore prudenza e meno eccentricità. Anche se lo stesso Marco è partito dai vicoli di Montecalvario ed è approdato alle politiche di macelleria sociale del governo Monti/Fornero….da sottosegretario!

Michele Franco

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