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Di se stessa RoadTv Italia dice di essere figlia di un’idea “innovativa, anzi rivoluzionaria”: è fatta per strada, in diretta, tra la gente e dalla gente, “senza trucchi e senza lavoro preparatorio. Questo tipo d’informazione sul web offre tante possibilità agli utenti e per la divulgazione delle notizie”. Non è un caso, quindi, se, muovendosi controcorrente rispetto alla direzione presa dal circo mediatico, l’emittente presti particolare attenzione a “Potere al popolo” e ai suoi candidati e produca un lavoro che non solo merita attenzione, ma va diffuso in maniera capillare. Cisono due fondati motivi per farlo: perché consente ai candidati di “Potere al popolo” di opporre la ragione dei fatti alle ragioni della forza e perché offre al nuovo movimento un’arma efficace per superare il muro del silenzio con si sta cercando di oscurarne la splendida iniziativa politica.
Ecco la mia intervista,pubblicata ieri, 16 febbraio:

https://youtu.be/TQcGFSKaVvE

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Giuseppe Aragno – Candidato alla Camera Potere al Popolo Napoli al collegio uninominale di San Carlo all’Arena!
Ha collaborato con l’Università di Salerno e con la cattedra di Storia Contemporanea della Facoltà di Scienze politiche dell’Università “Federico II” di Napoli. Ha partecipato al progetto realizzato dalle Università di Messina, Milano, Teramo e Trieste da cui è nato il Dizionario Biografico degli anarchici Italiani, Biblioteca Serantini, Pisa. Estremamente attivo a sostegno degli studenti, per un’istruzione pubblica libera, gratuita, in particolare durante il movimento dell’onda che nel 2008 contestò duramente la legge Gelmini. Durante le ultime elezioni amministrative ha sostenuto il movimento DeMa, divenendo poi membro del coordinament

PAPNon è propaganda, ma dato reale: cresciamo, nonostante il silenzio irreale dei media, e sono nomi di tutto rispetto. Cresciamo perché, come affermano senza mezzi termini i primi firmatari di questo appello, “l’unico cambiamento radicale è il voto alla nuova lista di Potere al Popolo!” 

 

Eddyburg  

Il diritto di cambiare: un habitat sano e vivibile

Un appello per invitare la Politica a occuparsi di cose che la politica politicante trascura del tutto, mentre sono vitali per chi abita nel pianeta Terra (e in Italia) oggi e vorrebbe viverci anche domani. In calce le adesioni

Siamo un gruppo di urbanisti, architetti, agronomi, ecologi, ambientalisti, attivisti dei movimenti per difesa del territorio e dei beni comuni, per la giustizia ambientale e il diritto alla città.
Chiediamo a tutte e a tutti di usare anche queste elezioni per segnare una inequivocabile svolta nelle politiche territoriali. Non è più il tempo di tergiversare. Cambiamenti climatici, inquinamenti, perdita della biodiversità e della fertilità dei suoli, rarefazione delle risorse naturali, devastazione del paesaggio, emarginazione dei soggetti più fragili, la lotta di tutti contro tutti ci dicono che il nostro habitat è prossimo al collasso.
L’ambiente in cui viviamo è il risultato di un rapporto tra le attività umane e la natura. E’ il risultato delle scelte funzionali, proprietarie e fruitive implicite nelle politiche di un paese.
In Italia, la dimensione fisica, territoriale e ambientale delle scelte politiche è stata ignorata. A guidare le trasformazioni urbane sono state solo le forze economiche di mercato, le rendite immobiliari e finanziarie. Nel nostro paese non vi è mai stata una visione strategica per un uso ecosostenibile e condiviso del territorio.
La pianificazione pubblica, che dovrebbe progettare la collocazione sul territorio delle diverse sedi per le attività umane è stata delegittimata per lasciare campo libero alle singole iniziative immobiliari, alle “grandi opere”, all’urbanizzazione selvaggia.
La produzione legislativa e amministrativa ha accentuato la de-regolazione e lo smantellamento del ruolo della pianificazione urbanistica.
Non è solo una crisi “nel” sistema, né una crisi solo italiana. E’ una crisi “del” sistema capitalistico che brucia risorse naturali vicine all’esaurimento e restituisce scarti tossici non metabolizzabili, che espelle gli abitanti meno abbienti dal loro habitat e produce diseguaglianze sempre più accentuate. I primi a pagarne le conseguenze del progressivo deterioramento fisico del pianeta sono le popolazioni più fragile e impoverite.
E’ giunto a conclusione il mito ingannevole dello sviluppo infinito e dell’infinita produzione di merci. Non ci potrà essere mai sostenibilità in un sistema economico dominato dalle leggi del massimo profitto. L’economia dominante va profondamente cambiata.
Il percorso di cambiamento ha bisogno di attingere agli elementi di speranza che oggi sono riscontrabili nei comitati, nei movimenti, nelle associazioni e nelle pratiche dal basso che agiscono in difesa dei territori, dell’agricoltura contadina, contro il consumo di suolo, le privatizzazioni dei beni pubblici e la dilapidazione delle risorse naturali.
Da queste esperienze arrivano importanti idee da raccogliere: dal concetto di bene comune a quello di diritto alla città e di giustizia ambientale, dai quali emerge l’imperante necessità di:
– interrompere la dipendenza della società dalla logica del mercato capitalistico ed affermare delle scelte nelle quali siano posti al centro i bisogni umani, il valore d’uso dei beni, la costruzione di un habitat che rispetti e curi il patrimonio naturale e storico – (ri) conquistare la politica partendo dal basso, dagli abitanti e dai problemi concreti che li accomunano, restituendo quindi la sovranità al popolo.
Un’idea di ciò che occorre fare è espresso nel programma elettorale di POTERE AL POPOLO!, diretta espressione delle tante battaglie, istanze, e vertenze provenienti da comitati e movimenti territoriali:

– un radicale cambiamento di indirizzo degli investimenti pubblici. Le risorse finanziarie destinate alle missioni militari, alle “grandi opere” (come il MOSE, la TAV in Val di Susa, la Pedemontana) e ad altri progetti ambientalmente dannosi (come la TAP, le trivellazioni petrolifere, l’eolico selvaggio), in quanto dispendiosi, devastanti, spesso del tutto inutili che impoverisco territori e indebitano i cittadini, dovrebbero essere destinati al benessere di tutti gli abitanti;
– un massiccio programma di manutenzione e cura del patrimonio naturale, infrastrutturale ed edilizio, a partire della messa in sicurezza idrogeologica e sismica;
– centralità della salute ambientale nelle scelte di sviluppo economico, culturale e sociale: dalla tutela della qualità dell’aria e dell’acqua alla sovranità e qualità alimentare; dall’eliminazione dell’energia da combustibili fossili e altre fonti ambientalmente dannose, alla bonifica dei siti inquinati, dal potenziamento di una mobilità sostenibile e il trasporto pubblico allo stop del consumo di suolo; dalla ripubliccizazione della acqua, a una gestione dei rifiuti basata sulla loro riduzione, riuso e riciclo;
– priorità della vivibilità delle città sugli interessi della rendita: da un piano di riqualificazione delle periferie a un potenziamento dei servizi pubblici, da un piano straordinario di alloggi sociali a una nuova legge per il controllo degli affitti; da una pianificazione democratica dei territori e un reale decentramento delle decisioni al prevalere delle virtù sociali della cooperazione, solidarietà, mutualismo e valorizzazione delle differenze.

L’irresponsabile miopia delle classi dirigenti ancora oggi governanti non ammette mezze misure: l’unico cambiamento radicale è il voto alla nuova lista di Potere al Popolo!

 

Per aderire all’appello
Inviare nome e cognome a Ilaria Boniburini

Promotori
Ilaria Boniburini
Paolo Cacciari
Eddy Salzano
Sergio Brenna
Guido Viale
Enzo Scandurra

Firmatari
Maurizio Acerbo
Ilaria Agostini
Daniela Ambrosino
Giuseppe Aragno
Simonetta Astigiano
Paolo Baldeschi
Paolo Barone
Fabrizio Bertini
Piero Bevilacqua
Gabriella Bianco
Davide Biolghini
Giuseppe Biondi
Roberto Budini Gattai
Maria Grazia Campari
Marisa Caputi
Tiziano Cardosi
Carlo Cellamare
Lucia Ciarmoli
Laura Cima
Angelo M. Cirasino
Flavio Cogo
Giancarlo Consonni
Licia D’Anella
Lidia Decandia
Chiara De Dominicis
Vittoria De Dominicis
Marina De Felici
Maurizio De Zordo
Francesco Di Cataldo
Laura di Lucia Coletti
Renato Di Nicola
Enzo Di Salvatore
Luigi Fasce
Stefano Fatarella
Antonio Fiorentino
Giorgio Gallo
Cristiano Gasparetto
Gruppo urbanistica per Unaltracittà-Firenze
Athos Gualazzi
Maria Pia Guermandi
Gianfranco Laccone
Teresa Lapis
Salvatore Lihard
Laura Lobina
Raymond Lorenzo
Simone Lorenzoni
Angela Mancuso
Elisa Marini
Luciano Mazzolin
Elena Mazzoni
Lodovico Meneghetti
Bruna Mestrini
Piero Muò
Giuseppe Musolino
Giorgio Nebbia
Vincenzo Pellegrino
Luigi Piccioni
Cristina Quintavalla
Roberta Radich
Nicola Ricciardi Giannoni
Ezio Righi
Maria Pia Robbe
Daniela Sacelli
Piero Serniotti
Monica Sgherri
Marco Simoniato
Mario Sommella
Ugo Sturlese
Graziella Tonon
Daniele Vannetiello
Simonetta Venturini
Giuseppe Claudio Vitale
Maria Rosa Vittadini
Alberto Ziparo

 

mattino 12-02-2018 - Copia (2)

Per quanto tagliata e ridotta all’osso, l’intervista uscita sul “Mattino” di stamattina  dimostra chiaramente che Potere al Popolo è l’unico partito che parla di politica e ha un programma alternativo alla feroce ricetta neoliberista.
Assieme alla foto del giornale con l’intervista tagliata pubblico qui il testo integrale inviato al giornale.

Potere al Popolo. Aragno: ridurre le spese militari e dirottare i fondi su enti locali

Giuseppe Aragno è candidato con Potere al Popolo

1) Qual è la prima cosa che farà in caso di elezione?
Se sarò eletto, dovrò interrompere il mio lavoro di ricercatore. Andrò all’Archivio di Stato ringrazierò commessi e archivisti e dedicherò tempo ed energie all’attività parlamentare. In quanto alla mia prima iniziativa, non intendo vendere fumo: i problemi locali si risolvono solo se inseriti nel quadro politico nazionale. In caso di elezione, quindi, chiederei anzitutto una drastica riduzione delle spese militari – parliamo di decine di miliardi all’anno – e la distribuzione dei cospicui risparmi agli Enti Locali. Stesso discorso per il “patto di stabilità” che soffoca i Comuni e a Napoli, per esempio, impedisce di utilizzare i risparmi accumulati nelle casse della Città Metropolitana. Inutile dire che la richiesta sarebbe avversata dal PD e da Forza Italia, la “maggiominoranza” che si alterna o si associa al governo da anni, senza un contrasto efficace dei 5Stelle, intenti alla battaglia morale contro la casta e in viaggio dal ribellismo al neoliberismo.

2) Dall’invasione alla fuga: Vomero e Arenella tra crisi produttiva e perdita di identità. La sua strategia.
Il nodo centrale è il lavoro. O meglio la sua assenza in città come ovunque le Paese. I commercianti del Vomero hanno ragione, quando lamentano una forte diminuzione dei consumi. Se pensano che i consumi possono aumentare, mentre ogni giorno ci sono famiglie che sprofondano nella povertà, che il lavoro si crei colpendo il reddito, rendendo sempre più precaria l’occupazione, impedendo agli anziani di andare in pensione e consegnando tutti noi alla ferocia del mercato senza regole, non cambino orientamento: votino PD, Forza Italia, 5Stelle, Grasso che ha accettato senza fiatare tutte le scelte che ci hanno condotto dove siamo. C’è solo l’imbarazzo della scelta. votino come sempre e poi però non si lamentino, perché così non si crea lavoro, ma si produce disperazione. Noi riteniamo che occorra cancellare il Jobs Act, la legge Fornero sul lavoro, e tutte le leggi che negano il diritto a un lavoro e sicuro e a tempo indeterminato, il ripristino dell’articolo 18 esteso anche alle aziende con meno di 15 e 32 ore lavorative per tutti a parità di salario.

3) Violenza minorile, stese, agguati di camorra: Napoli resta una città insicura, cosa propone?
Anche in questo caso, il problema viene da lontano e c’è un errore che non possiamo permetterci: scambiare il sintomo per la malattia. Purtroppo è quello che facciamo ogni giorno con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi venti anni abbiamo visto crescere esponenzialmente la delinquenza e la violenza minorile. L’unica risposta che siamo stati in grado di fornire è di ordine pubblico. La presenza di forze dell’ordine a Napoli è cresciuta però di pari passo alla criminalità. E questo non ha risolto assolutamente nulla. Recentemente per affrontare il problema delle cosiddette babygang qualcuno ha persino proposto l’arresto e la carcerazione dei minori. Sarò brutale: è come spazzare la polvere sotto il tappeto. Non si vede quindi non c’è. La sicurezza non si ottiene con la repressione ma con prevenzione. Occorrono politiche sociale, occorre investire nell’educazione, nell’istruzione, nella formazione, nel tempo libero, offrire lavoro, creare una prospettiva, un futuro. Non ci sono alternative. Questo è l’unico modo per invertire la tendenza e recuperare i giovani alla società civile.

4) Nonostante gli sforzi di parrocchie, comitati civici e associazioni, il rione Sanità resta una zona a rischio. Come aiutarlo a voltare pagina?
Mi ricollego alla domanda precedente. Faccio lo storico, ma ho lavorato per anni nella scuola. A Secondigliano come maestro elementare. Al Corso Malta come insegnante delle scuole medie. L’attuale situazione di degrado l’ho vista nascere e crescere. Con i colleghi andavamo a prendere gli studenti a casa per portarli a scuola. Lentamente non è stato più possibile. Siamo rimasti soli. Così come lo sono oggi gli operatori sociali, i sacerdoti di frontiera e chiunque si batta contro il degrado e la delinquenza. A Napoli in certe zone lo Stato non esiste più. Il volontariato non basta. Bisogna costruire scuole, finanziare l’assistenza sociale, creare le condizioni perché le famiglie svolgano fino in fon do il loro ruolo: reddito e tempo da dedicare al figli. Non ci sono i soldi? Non è vero. Basterebbe ridurre la spesa militare.

5) Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
Credo che le ragioni siano tutte nelle risposte alle domande precedenti. Votare per me significa votare per l’unica forza politica che rifiuta la ricetta neoliberista che vorrebbe curare la crisi con la medicina che l’ha creata.

 

Potere al popoloIL NOSTRO SPOT TELEVISIVO. UNA PRODUZIONE DI POTERE AL POPOLO! DIFFONDIAMO!

Il 4 Marzo votiamo Potere al Popolo!
Tradurre in immagini, in pochi secondi, il senso del progetto che stiamo costruendo non è semplice. Questo è il video che abbiamo realizzato e che andrà in onda il 19 e 21 Febbraio intorno alle 11, il 26 e 27 febbraio intorno all’una di notte. Ci siamo noi, c’è Viola Carofalo, e soprattutto c’è il popolo, con le sue problematiche inascoltate, la sua voglia di tornare a decidere e contare davvero.
Visto che sui grandi media abbiamo sempre pochissimo spazio utilizziamo anche questa possibilità, che spetta di diritto a tutte le liste che si preparano ad affrontare la tornata elettorale.
Del vostro giudizio però, di voi che ci avete visto nascere, crescere e che ci state accompagnando e sostenendo, ci fidiamo molto più che dei numeri dello share televisivo, e vogliamo mostrarvelo in anteprima!

Dateci una mano a far conoscere la nostra comunità, le nostre parole d’ordine, la nostra idea di società. Spingete avanti il futuro!

 

Gli ultimi sondaggi nazionali ci danno vicinissimi al 3%! Possiamo vincere la sfida e far entrare in Parlamento donne e uomini degni che si faranno carico delle lotte e dei territori da cui sono stati scelti. L’obiettivo è davvero a portata di mano! #poterealpopolo

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Aiutatelo, amici, e voi, amiche, accorrete! Non sta bene Minniti, s’è ammattito. Mentre dichiara che non consentirà a nessuno di tornare al fascismo, consente a Casa Pound di partecipare alle elezioni. Qual è il vero Minniti? L’uomo che vuole fermare i fascisti o quello che li sta proteggendo? Aiutatelo, per favore, accorrete. Questa purtroppo è schizofrenia.