Ho parlato allo specchio con me stesso.
M’ha risposto l’immagine riflessa.
Chi dei due fosse il vecchio
tra noi, non m’interessa:
so che il tempo è un inganno.
- Sei come loro tu,
come i tuoi vecchi,
ragazzo, che ora pensi d’esser nuovo,
fatto di belle chiome, barba incolta,
occhi lucenti rapidi,
parlare senza incanti, senza miti.
Com’erano i tuoi vecchi al tempo loro
degli occhi rapidi e le belle chiome.
- Sei com’è sempre un vecchio,
m’ha risposto lo specchio
e ora chiami saggezza
quella che un tempo fu rassegnazione.
Qui è caduto il silenzio
Non l’ho detto, l’ho voluto tacere,
ma lo specchio lo sa:
E’ il succo amaro dei sogni al tramonto.
Vivere non si può
facilmente senza le mille cose
che rinneghi e farai.
E pare tradimento.
Un soffio, per saluto:
- tu sei com’ero ed io come sarai,
ho solo sussurrato.
Guardati da te stesso.
E ricorda che spesso
il nemico ce lo portiamo dentro,
prigionieri e prigione di noi stessi,
così liberi, noi,
nei nostri grandi sogni.
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Occhi lucenti rapidi
Postato in Poesia, tagged giovane-vecchio, grandi sogni, io e lo specchio, prigionieri e prigione, saggezza-rassegnazione, tempo-inganno, tradimento il giorno 18/11/2010 | Lascia un commento »