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Archivio per giugno 2009

Se il silenzio può essere prigione, tutto ciò che lo rompe – parole, discorsi, libri – può servire a chiudere una cella meglio d’un catenaccio e, non di rado, più che del silenzio, siamo prigionieri del rumore suscitato ad arte da un uso strumentale della parola. D’altro canto, parole occorrono per mentire e parole servono [...]

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In un angolo buio

Nascosi rabbia, vergogna e disperazione in un angolo buio del cervello e andai avanti senza un’idea precisa. Per un po’ confusi il passato col futuro e vissi senza presente. Il tempo della vita non coincideva col tempo della logica e il modo della certezza presentava evidenti paradossi. Imparai a diluire la tristezza nelle fatiche ostinate [...]

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Opposti limiti

Rari sogni seguire, stringendo fili d’oro in pugni chiusi. Giudicare che presso a la burrasca il mare è assai più vero. Domandare ed offrire la luce d’un sorriso senza starci a pensare. Esser lieto per nulla e morire d’amore per un’anima chiara. Questo tu sognerai. E però i fili d’oro talvolta troncherai con le tue [...]

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Parla e sparla, avvocato Gelmini, ma lo sa bene e glielo dico chiaro: non va al cuore dei problemi e meglio sarebbe misurare interventi e parole. L’istruzione del merito, come ha voluto definire questo giugno da Erode di cui, stia certa, renderà conto alla storia, ha un merito solo e in questo lei non c’entra [...]

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Solidale

Sul crinale del monte, dove la linea nera del cielo si faceva grigia e arancione luminoso, precedendo il sole, la brigata partigiana, inchiodata da nugoli di cani nazisti e dal fuoco d’infilata dei lanzichenecchi in nero faticava a sganciarsi. – La Decima, sussurrò Geko ai compagni con un velo di rabbia sprezzante. Per quel rastrellamento [...]

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Non m’importa di sapere se in tema di violenza politica lo statunitense Ronald Reagan, l’uomo che nel 1986 bombardò Tripoli ferocemente in una guerra mai dichiarata, vanti un pedigree più nobile di quello che può esibire il dittatore libico Muammar Gheddafi. La violenza, in ogni caso, fu inutile e il colonnello sfuggì al bombardamento terroristico [...]

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Chi difende un uomo di colore finalmente è avvisato: quel che rischia è un processo e non soltanto a Napoli. A Siracusa Antonio Pedace l’hanno messo dentro e lo processeranno: resistenza e minacce. Ha preso le difese di un eritreo maltrattato dalla polizia. L’ho insegnato per anni e la vita m’è stata maestra: c’è un [...]

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